Webhook e callback nel flusso di firma: sapere quando è firmato, senza controllare
Quando integri la firma nei tuoi sistemi, la domanda pratica è: come faccio a sapere che un documento è stato firmato, senza controllare in continuazione? La risposta elegante sono i webhook. Ecco come funzionano e perché cambiano il flusso.
Il problema del "sapere quando"
Dopo aver inviato un documento, l'evento che ti interessa (la firma) accade in un momento imprevedibile. Interrogare l'API ogni tot secondi (polling) è sprecato e lento. Serve il contrario: essere avvisati quando qualcosa succede.
Cos'è un webhook
Un webhook è una notifica che il servizio di firma invia automaticamente al tuo sistema quando accade un evento: documento aperto, OTP verificato, firma completata, processo concluso. Il tuo software riceve la chiamata e reagisce: aggiorna il gestionale, avvia la fatturazione, notifica un collega.
Gli eventi tipici
- Inviato: la richiesta è partita.
- Visualizzato: il firmatario ha aperto il documento.
- Firmato: la sottoscrizione è avvenuta.
- Completato: tutte le firme sono raccolte, il PDF è pronto.
Sicurezza dei webhook
Poiché arrivano da fuori, i webhook vanno verificati: firma del messaggio, controllo dell'origine, gestione dei tentativi ripetuti. È lo stesso rigore che si applica a qualsiasi integrazione, come in API di firma elettronica .
Il risultato
Con i webhook la firma diventa un ingranaggio dei tuoi processi: appena il cliente firma, tutto il resto parte da solo. È ciò che rende possibile un onboarding senza carta davvero istantaneo, senza nessuno che "controlla se è arrivato".
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