Le firme elettroniche nel mondo: UNCITRAL, eIDAS ed ESIGN a confronto
La firma elettronica non è un'invenzione europea né un'eccezione italiana: è accettata in gran parte del mondo, con quadri normativi diversi ma un'idea comune. Una mappa veloce, utile a chi firma con controparti internazionali.
Il modello UNCITRAL
Molte legislazioni si ispirano alle leggi modello UNCITRAL delle Nazioni Unite sul commercio elettronico e sulle firme elettroniche. L'idea guida è la neutralità tecnologica e la non discriminazione: a un documento non si può negare validità solo perché è elettronico.
Europa: eIDAS
Nell'UE il riferimento è eIDAS, con i tre livelli di firma e il riconoscimento reciproco tra Stati membri. È il quadro che, insieme al CAD, governa le firme in Italia. Ne parliamo in eIDAS e CAD .
Stati Uniti: ESIGN e UETA
Negli USA la firma elettronica è disciplinata a livello federale dall'ESIGN Act e, negli Stati, dall'UETA. L'impianto è pragmatico: le firme elettroniche hanno pieno valore, con enfasi sul consenso a usare mezzi elettronici e sull'attribuzione al firmatario.
Il minimo comune denominatore
- Validità: un documento elettronico non è meno valido di uno cartaceo.
- Attribuzione: conta poter collegare la firma a una persona.
- Integrità: il documento non deve poter essere alterato di nascosto.
Sono esattamente i pilastri di una FEA fatta bene: identità, integrità, tracciabilità, come in i requisiti della FEA .
Cosa significa in pratica
Firmare con una controparte estera è quasi sempre possibile e riconosciuto, ma per gli atti importanti conviene verificare i requisiti locali e scegliere almeno la FEA con audit trail. Il tema del riconoscimento cross-border è in firma elettronica nei contratti internazionali .
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