Come calcolare il ROI della firma elettronica per la tua azienda
La firma elettronica si giustifica da sola, ma se devi convincere un CFO servono numeri. La buona notizia è che il ritorno è facile da calcolare, perché il processo cartaceo nasconde costi che, messi in fila, sorprendono.
I costi visibili della carta
- Stampa e materiali: carta, toner, buste.
- Spedizioni: corriere, raccomandate, ritorni.
- Archiviazione fisica: spazio, faldoni, ricerca.
I costi invisibili (i più pesanti)
- Tempo delle persone: preparare, inviare, sollecitare, scansionare.
- Tempo morto: giorni di attesa mentre il documento "torna firmato".
- Contratti persi: chi ci ripensa nel frattempo.
- Errori: fogli mancanti, firme nel posto sbagliato, versioni diverse.
Il costo del tempo morto è spesso il più grande, ed è quello che la firma elettronica azzera. Ne parliamo in ridurre i tempi di chiusura .
Come calcolare il ROI
Un metodo semplice: prendi il numero di documenti al mese, stima il tempo medio uomo per documento nel processo cartaceo e i giorni di attesa medi. Confrontali con il flusso digitale (minuti, non giorni). Aggiungi i costi vivi risparmiati e il valore dei contratti che non perdi più. Il conto pende quasi sempre nettamente a favore del digitale.
Occhio al costo del provider
Nel calcolo, usa il costo reale del servizio con tutti gli add-on accesi, non quello di vetrina: la checklist è in quanto costa la firma elettronica . Un piano con sigillo e marca inclusi semplifica anche il conto.
Il ROI della firma elettronica non è marketing: è la somma di piccoli sprechi che smetti di pagare, ogni giorno.
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