Firma elettronica per startup e founder: velocità dove serve, notaio dove è d'obbligo
Una startup firma tanto e in fretta, spesso con persone in città diverse: founder, primi collaboratori, advisor, investitori. La firma elettronica è l'alleato naturale della velocità, ma su alcuni atti societari serve sapere dove finisce la FEA e comincia il notaio.
Cosa chiudi con la FEA
- Founder agreement e accordi tra soci sui ruoli.
- NDA con partner, fornitori, candidati.
- Contratti di collaborazione e consulenza.
- Term sheet e lettere d'intenti (nella parte non vincolante o preparatoria).
Per questi la FEA con OTP è adeguata: chiudi con un advisor a Milano e un dev a Catania nello stesso pomeriggio.
Dove serve di più
Alcuni atti societari hanno requisiti di forma forti: la costituzione della società, le modifiche statutarie e la cessione di quote richiedono forme qualificate (atto notarile o, per le quote di s.r.l., la procedura con firma digitale tramite professionista abilitato). Qui la FEA con OTP non basta: è il territorio di gli atti che richiedono forma qualificata .
Patti parasociali e vesting
I patti tra soci e gli accordi di vesting, in quanto contratti, si possono sottoscrivere con FEA: l'importante è la prova solida di chi ha firmato cosa e quando, come in valore probatorio in giudizio .
Velocità senza sciatteria
Andare veloci non vuol dire firmare male. Con sigillo, marca e audit trail inclusi, una startup può muoversi in fretta e avere comunque documenti che reggono a una due diligence. Il free è pensato apposta per chi parte: il free fatto bene .
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