Firma remota o smart card: due strade per la firma qualificata a confronto
Per firmare in modo qualificato ci sono due strade tecniche: la smart card che tieni in tasca o la firma remota che vive su un server sicuro. Fanno la stessa cosa dal punto di vista giuridico, ma cambiano radicalmente l'esperienza.
La firma con smart card (o token)
Il certificato e la chiave privata stanno su un dispositivo fisico: una smart card o una chiavetta USB. Per firmare colleghi il dispositivo, inserisci il PIN e usi un software dedicato. Massimo controllo fisico, ma richiede di avere con sé la card, il lettore e i driver giusti.
La firma remota
Qui la chiave privata è custodita in un dispositivo sicuro (HSM) presso il prestatore, e tu attivi la firma da remoto autenticandoti, spesso con una password e un OTP. Niente card da portare, niente lettore: firmi da qualsiasi dispositivo. Il controllo esclusivo è garantito dai meccanismi di autenticazione forte.
Stesso valore, attrito diverso
Entrambe possono produrre una firma qualificata equivalente alla firma autografa. La differenza è pratica: la remota abbatte la logistica. È lo stesso principio che, un livello sotto, rende la FEA con OTP così comoda: l'OTP come fattore di possesso, di cui parliamo in l'OTP via SMS .
E la FEA con OTP dove si colloca?
Attenzione a non confondere i piani: la firma remota qualificata è comunque una firma con certificato personale (FEQ). La FEA con OTP di DOCUJET è un livello diverso, adeguato alla maggior parte dei contratti senza bisogno di un certificato. La gerarchia è in la guida eIDAS .
Come scegliere
- Firmi tu atti che richiedono la FEQ? Firma remota, per comodità, o smart card se preferisci il controllo fisico.
- Devi far firmare contratti a clienti? FEA con OTP, senza chiedere loro alcun certificato.
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